giovedì 17 gennaio 2008

Il Papa alla Sapienza...


Finalmente ho un blog dove scaricare un po' i miei pensieri... non sono tanto bravo a farlo in maniera ordinata e so di essere anche prolisso, ma ci provo lo stesso perchè mi piace mettermi in chiaro le idee e discuterne con gli altri. Quindi vi prego di commentare e di dire la vostra se ne avete voglia.

Un po' per la questione di Mastella ed i rapporti tesi tra politica e magistratura, un po' per la storia del Papa alla Sapienza, in questi giorni ho la testa piena di pensieri e di incertezze "filosofiche".... è da un po' che penso (con tutta la superficialità e l'ipocrisia che volete, ma tant'è...) che il mondo (o meglio, il "mio" mondo...boh, a seconda dei casi, l'Italia, la politica italiana, l'università, l'etica pubblica...) stia andando lentamente a rotoli e che si stanno prefigurando scenari da scontri di civiltà e/o scenari di culture in decadenza. Questi due ultimi eventi mi hanno fatto tornare pressantemente in testa queste sensazioni...

E fin qui direi che sono abbastanza delle ovvietà. Non so neanche se sono riuscito a descrivere chiaramente quello che penso, ma assumiamo di sì e andiamo avanti...

Il mio problema è che mi sento a disagio in questa situazione. Da un lato, se la guardo da lontano, facendo finta di essere un sociologo, tutto è chiaro e pacifico...:

- E' normale e comprensibile che popolazioni che hanno raggiunto il benessere, dopo un periodo di splendore inizino a decadere. Se non c'è più da arrabattarsi per campare giorno per giorno, niente più guerre, tutti hanno una casa ed un lavoro, dopo un po' ci si inizia ad abituare a questi "privilegi" e le nuove generazioni iniziano addirittura a lamentarsi che c'è troppo da lavorare, che vogliono una bella casa e tanti soldi da spendere, ecc. Quindi arrivano i barbari (che ancora si arrabattano giorno per giorno per campare, non hanno nè casa, nè lavoro, ecc) e fanno secche quelle generazioni rammollite di cui sopra. E' normale, è la Storia che si ripete, è comprensibile e difficilmente reversibile.

- Ancora, è normale che in epoche in cui il relativismo (la convinzione che non esistano norme etiche giuste ed altre sbagliate in assoluto e che quindi non se ne possa imporre nessuna) arriva quasi ad eliminare la religione (con le sue verità assolute e le sue rassicurazioni), ci sia un moto a difesa di questa e viceversa, quando il messaggio religioso si fa troppo opprimente nella suo dogmatismo ed arriva quasi ad eliminare il relativismo (il libero pensiero, il dubbio, in questo caso) ci sia un moto a difesa di quest'ultimo. E' già successo, la Controriforma, l'Illuminismo, La nascita stessa del Cristianesimo in contrapposizione al Paganesimo di facciata del tardo impero romano, il '68, ecc...la Storia si ripete, è tutto regolare e potrei dire anche salutare...

Ma guardando tutto ciò con gli occhi invece di una persona normale quale sono, destinata a vivere in questo particolare periodo storico e solo in questo, la situazione è ben diversa.... cosa vuoi che mi conforti saper che è tutto normale, è tutto previsto e comprensibile??? Se il mondo intorno a me va a schifio e si lacera tra diverse tensioni ideologiche, a me da fastidio! ...nel senso che mi dispiace... e vorrei far qualcosa. Credo di avere energia e buona volontà da mettere a disposizione alla causa...ma, al momento, sono molto carente di saggezza. Cioè non ho la più pallida idea di cosa si possa fare...e tenete anche presente che, a complicare l'indecisione, la "vocina sociologica" nel mio subconscio, mentre penso a cosa si potrebbe fare, è lì che mi dice: "...sta pur tranquillo, non c'è niente che tu possa fare (a meno che, forse, tu non dedichi interamente la tua vita ed ogni suo respiro a questa 'causa') perchè tutto ciò fa parte dei flussi e dei riflussi della Storia ed è inevitabile..."

Morale? ...non c'è nessuna morale, volevo solo sfogarmi, cercare di mettere giù bene i miei pensieri e sentire cosa ne pensate voi...
Diciamo pure che l'unica buona idea che mi è venuta per adesso è quella di sollecitare una discussione su questi argomenti e portarmi dietro nella discussione quanti meno preconcetti possibili... infatti, se è vero che è inevitabile che persone diverse abbiano idee, valori e punti di vista diversi e che (come quella maledetta vocina sociologica continua a ricordarmi) è impossibile fare convergere tutti verso un unico sitema de idee, l'unica cosa buona che intanto possiamo fare per combattere questa inevitabilità della Storia che ci spinge periodicamente a gettarci la zappa sui piedi e a farci litigare l'un l'altro, è iniziare a coltivare un nuovo valore da aggiungere (aggiungere, non sostituire, eh!) a quelli che sono già nostri, qualunque essi siano... e questo nuovo valore è quello della "consapevolezza dell'esistenza legittima di valori diversi dai nostri" (e non del semplice rispetto di tali valori, quello segue necessariamente dalla consapevolezza che esistano e che siano legittimi).

Uff...beh, forse questo ultimo paragrafo è il più criptico di tutti. E sicuramente ci sarà da discutere su cosa voglia dire "esistenza LEGITTIMA" di valori. Però per ora ho perso la verve di scrittore e vi devo salutare, senno qui non finisco più... intanto spero che questo post serva allo scopo di stimolare una discussione...!

Ciao! =)

2 commenti:

Lollo ha detto...

Oh, mitico!!
Non ho ancora letto nulla di questo messaggio, ma già il fatto che in questo blog vengano finalmente riversati anche dei nuovi pensieri e non solo ruolini di marcia è grandioso...
...ora andiamo a spulciare queste idee!

Anonimo ha detto...

...Beh immagino tu sappia gia la mia opinione a riguardo... quindi dico solo che mi sconforta essere impotente, nel senso che anche se impegnassi tutta la via per (contro o a favore) queste giuste cause credo che non basterebbe...a meno che non ci buttiamo in politica..che dici Luchino facciamo un partito : "sfigati pensanti unitevi!"

Maria Angela dalla crucconia con affetto